Roma: ne vale sempre la pena.. anche in camper

Eccoci arrivati a Roma.. Caput Mundi.. una città che ogni volta mi prende, mi intriga, mi porta via.. non posso non amarla..mi innamoro ogni volta che passeggio sul Tevere, ogni volta che giro lo sguardo e vedo un scorcio storico, un palazzo, una chiesa, una viuzza, una piazzetta.. Roma ti prende sempre l’anima.. Per citare Goethe: “Roma è la capitale del mondo! In questo luogo si riallaccia l’intera storia del mondo, e io conto di essere nato una seconda volta, d’essere davvero risorto, il giorno in cui ho messo piede a Roma. Le sue bellezze mi hanno sollevato poco a poco fino alla loro altezza.

Entriamo a Roma venerdì 7 dicembre, imbocchiamo la Tuscolana che ci porterà in qualche minuto alla nostra Area di Sosta Romae in via Arco di Travertino.. ci accoglie un bellissimo sole, cielo azzurro e clima primaverile.. l’ideale per passeggiare, scoprire, ammirare la città Eterna.. inoltre questa volta non saremo soli, Roma ce la godiamo con una famiglia di amici.. in tutto saremo in 8, 4 adulti e 4 bambine.. un connubio perfetto!! L’area di sosta si trova a 100 metri dalla fermata, della linea A della metropolitana, Arco di Travertino, posizione ottima per partite alla scoperta della città.. ha circa 30 posti, carico e scarico, elettricità tutto ciò che ci serve per un buon soggiorno..

Allora partiamo.. Sofia ed Elisa sono come sempre entusiaste di andare alla scoperta di Roma.. c’è solo l’imbarazzo della scelta ovviamente non posso elencare tutte le bellezze che Roma offre al turista ma vi lascio le foto che parlano meglio di 1000 parole..

Sempre meraviglioso passeggiare per Trastevere, per le vie del Ghetto, attraverso l’isola Tiberina.. 12 km al giorno non male come media soprattuto per le nostre belle bimbe..

E le serate a Roma come le abbiamo organizzate? Beh la prima sera visto che eravamo reduci dal viaggio abbiamo optato per una cena ruspante a Trastevere da Sergio alle Grotte dove ci siamo gustati Cacio e pepe e Abbacchio..

Mentre la seconda serata ce la siamo gustata nel nostro camper.. a base di carciofi per noi e pasta al pesto per le ragazze..

Bella serata.. il camper unisce davvero.. è davvero un luogo conviviale dove insieme si sta sempre meglio..

La mattina di domenica però arriva il tempo di partire.. dopo la nostra classica colazione ci rimettiamo in moto, non prima però di acquistare una bella cassetta di carciofi..

Si parte sulla A1 direzione Milano.. ma Paolo si ricorda della trasmissione di Chef Rubio, Camionisti in Trattoria e cerchiamo se c’è qualche osteria verace dove fermarci a pranzo.. perfetto.. all’uscita Fabro si trova il ristorante Il Focolare.. e vuoi non fermarti?? Ristorante pieno ma un tavolino per 4 per fortuna lo troviamo e ci buttiamo.. lo consiglio davvero a tutti, cibo ottimo così come il rapporto qualità prezzo..

E poi si parte..

Mamma camperista in relax e papà Paolo alla guida.. pronti per pensare alla prossima avventura!!

Qui di seguito alcuni link interessanti e utili al viaggio a Roma:

Area Sosta Camper Romae:

http://www.rexbus.it/area-sosta-camper-romae/

Ristorante da Sergio alle Grotte:

https://www.tripadvisor.com/Restaurant_Review-g187791-d1034669-Reviews-Trattoria_Da_Sergio_Alle_Grotte-Rome_Lazio.

Ristorante il Focolare – Fabro:

https://www.hotelilfocolare.com/ristorazione

Per ogni altra informazione sui nostri viaggio potete scrivere a Mamma Camperista!! Buoni km..

a presto

1 Tappa: Milano – Diga del Vajont

Finalmente, dopo tanta pioggia, decidiamo di riprendere in mano il nostro camper e partiamo per una nuova esperienza: un viaggio verso l’Italia Nord-Orientale. Un viaggio che ci farà toccare varie tappe, luoghi storici, luoghi lontani anni luce dalla vita di Milano, luoghi adatti al riposo del corpo e dello spirito, luoghi dove finalmente entrare in diretta comunicazione con noi stessi, per lasciare alle spalle lo stress del lavoro e della quotidianità grigia della città. Per riscoprire ancora una volta che siamo esseri ai quali sono necessari l’aria, la terra, gli alberi, le montagne, la sabbia, il mare, la libertà..esseri ai quali è necessaria la natura, nel senso più puro del termine, e l’idea stessa di viaggio. Due elementi utili a toglierci di dosso le scorie di una vita di doveri che molto spesso appesantiscono e nascondono il nostro vero io..

Dopo questa breve introduzione filosofica.. (ogni tanto ci vuole).. entriamo nel vivo del nostro viaggio con la nostra prima tappa: Milano – Diga Del Vajont.
Perché ho scelto questa tappa? Perché si tratta di uno dei luoghi della memoria dell’Italia, un luogo di silenzio, di meditazione e certamente anche di angoscia ma che va visitato, va interiorizzato e va fatto conoscere.

Partiamo da Milano di buon mattino, alle 8 siamo già on the raod, imbocchiamo l’autostrada A4 in direzione Venezia, viaggio tranquillo senza intoppi.. Ovviamente le bimbe reclamano cartoni e biscotti e noi le accontentiamo con l’Ipad, dove ci siamo scaricati una serie di film di Walt Disney e dove ci accompagna ovviamente anche l’app di Netflix e con una scorta di biscottini Ringo, Kinder Cereali e tanta frutta fresca..che non manca mai..
Proseguiamo il viaggio fino all’uscita di Venezia Nord dove imbocchiamo la A27 in direzione Belluno, bellissima autostrada che attraversa Conegliano Veneto, la zona del Piave con Vittorio Veneto, quindi proseguiamo sulla Strada Statale 51 che costeggia il fiume Piave, Fiume Sacro alla Patria, fino a Longarone per poi passare sulla strada provinciale 51 in direzione Diga del Vajont – Erto e Casso. Longarone, Erto e Casso, Comuni insigniti della Medaglia d’oro al Valor Civile.
E’ con una certa emozione che si entra in questa stretta gola, attraverso gallerie aperte nella roccia e quando meno te l’aspetti, sul lato sinistro ecco apparire quel muro di cemento alto ben 261 metri, costruito tra il 1956 ed il 1960. La diga è praticamente intatta. Procediamo oltre fino ad oltrepassarla. Sul lato sinistro si erge il Monte Toc, la montagna dalla quale la notte del 9 ottobre 1963 si staccò una frana che precipitando nel bacino fece traboccare l’acqua che inondò Longarone e tutta la vallata sottostante, 2000 morti.

Parcheggiamo a lato della strada e camminiamo in silenzio fino alla chiesetta e verso la diga, ci accompagnano le bandierine con i nomi dei 487 bambini vittime del disastro. Un luogo certamente non facile da spiegare soprattutto alle mie bimbe ma Sofia, che ha quasi 6 anni e comincia a comincia a comprendere molte cose della vita, mi chiede perché ci sono tutti quei nomi e certamente la spiegazione non può far altro che intristirla pensando a quanto successo..

La Diga del Vajont non è solo un luogo in una cartina geografica ma è un luogo di memoria, un luogo immerso nello spettacolare scenario delle dolomite venete e friulane che ci hanno accolto con una prepotenza ed una maestosità unica e che ci accompagneranno ancora nel corso di questo bellissimo viaggio.